E' fondamentale partire da un concetto semplice, quando oggi si parla di
- Continuità operativa,
- Business continuity,
- disaster prevention,
- disaster Recovery,
siamo all'interno del dominio dell'emergenza e non della operatività giornaliera. Tale affermazione è vera solo nei casi in cui in tempi non sospetti si sono predisposti i piani per la gestione appunto delle emergenze e delle attività critiche. Il Disaster recovery è la strategia che viene studiata, e formalizzata in una apposita procedura, in previsione di un qualsiasi evento tecnico o di altra natura in grado di mettere in crisi un sistema informatico compromettendone il corretto funzionamento o addirittura sospendendolo e che ha come obiettivo il più completo e possibile ripristino delle funzioni e dei dati presenti nel sistema stesso. In realtà per chiudere correttamente la definizione di questa tecnica dell'informatica si dovrebbe parlare anche di rapidità nel ripristino dei dati, ma questa specificità va di pari passo con una serie di requisiti che fanno parte della fase di progettazione, del Piano di “Disaster recovery”. Per il momenti basti pensare che la rapidità segue la la tipologia del servizio, il modo di erogare il servizio stesso verso la clientela e potremo continuare nel definire parametri che determinano la necessità di un ripristino veloce.
Nello specifico la Business continuity ha lo specifico obiettivo di evitare l’interruzione del business in generale e prende quindi in considerazione tutti i servizi ed i processi aziendali, nella nostra terminologia impatta sul sistema Informativo e sulla sua organizzazione.
Il Disaster recovery invece tiene conto solo di eventi che possono generare sospensione del servizio a prescindere dalla loro natura, che si possono definire “estremi” e che quindi come tali possono provocare un danno di rilevante entità sulla continuità operativa dei servizi IT.